A due ruote dal cielo

 
Monte Carza/1116 m

 

 

Il facile sterrato verso la cima

 

Partendo da Cannobio si raggiunge velocemente Cannero seguendo la statale che costeggia il lago, e che offre già alcuni panorami degni di nota, come ad esempio i suggestivi scorci sui Castelli di Cannero. Giunti a Cannero Riviera si abbandona la statale per svoltare a destra, seguendo le indicazioni per Trarego-Viggiona. La salita inizia bruscamente e prosegue piuttosto ripida, con pendenze attorno al 9%. Dopo poco più di 6 chilometri si giunge a Cheglio (769 m), dove un breve tratto pianeggiante permette di riprendere fiato. Superate le prime case bisogna svoltare nuovamente a destra, seguendo le indicazioni per Piancavallo. Qui la strada entra nel bosco e diventa più stretta e tortuosa, ma la sua pendenza non accenna a diminuire.

 

Usciti dal bosco, in concomitanza con un breve tratto pianeggiante, bisogna abbandonare l'asfalto e imboccare lo sterrato che svolta a destra. La cima del Carza appare benevola poco distante, e dopo meno di un chilometro di leggera salita, girando a sinistra ad un bivio, si giunge allo scollinamento (1100 m). Qui ha inizio il sentiero che scende a Cannobio, ma prima di buttarsi nella discesa vale la pena fare ancora un piccolo sforzo per salire sulla cima, che si trova alcune centinaia di metri sulla destra ed è raggiungibile seguendo una mulattiera quasi completamente pedalabile.

 

Gli ultimissimi metri sono i più duri

 

Dalla cima si gode di un panorama molto esteso sulla parte centrale e meridionale del Lago Maggiore, e in special modo su Luino e la Val Travaglia, che riposano sornioni a sud-est. La discesa si effettua invece dalla parte opposta, verso nord. Dopo essere ritornati allo scollinamento bisogna imboccare il sentiero che scende nel bosco, segnalato con un cartello che indica Pra Rotondo. Il sentiero è a tratti piuttosto sconnesso, ma sempre ciclabile, e conduce alla radura di Pra Rotondo (900 m), per poi addentrarsi in una faggeta più fitta. Alternando tratti veloci e scorrevoli, caratterizzati da alcune bellissime curve e gobbe tra gli alberi, ad altri più ripidi e disagevoli, si arriva così in breve ad un'altro alpe (650 m), dove si incontra uno sterrato.

 

Sopra Pra Rotondo

 

In alternativa al sentiero si può scendere lungo la godosissima pista di downhill che qualche anima pia ha pazientemente tracciato attraverso il bosco. Questa pista inizia già presso lo scollinamento, poco a sinistra del sentiero, e dovrebbe essere riconoscibile da un salto costruito con una vecchia porta. Si scende mantenendosi sempre alla sinistra del sentiero, su un tracciato veloce ed impegnativo con alcuni salti che, a meno di avere una MTB da downhill, vi conviene evitare... La pista si ricongiunge infine con il sentiero, ma purtroppo a tratti è difficile da seguire, specialmente in autunno e in inverno, a causa delle foglie secche e delle varie strade forestali che si incrociano qua e là e che ne fanno perdere le tracce. Se doveste smarrirvi, beh, ricordatevi che Cannobio è da qualche parte verso nord... In caso di dubbio conviene comunque seguire il sentiero, che almeno è marcato.

 

Panorama su Cannobio dal ripido bosco

 

Dal secondo alpe, per raggiungere Cannobio si può semplicemente seguire lo sterrato verso il basso, ma l'alternativa più interessante (e difficile) è continuare lungo il sentiero. Inizialmente il percorso è relativamente facile ma poi, dopo aver incrociato lo sterrato per un paio di volte, ci si dirige più decisamente verso ovest e la discesa diventa più avventurosa. Ci si trova pure a dover transitare sul greto pietroso di un piccolo torrente, ma con delle solide basi tecniche si può uscire indenni anche da questa sfida. In breve si ritrova così l'asfalto e si sbuca infine tra le prime case di Cannobio.

 

 

 

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