A due ruote dal cielo

 
Sasso del Ferro/1062 m

 

 

Il Sasso del Ferro visto dal Monte Cargiago

 

Si parte, dopo averci pensato bene, all'estremità settentrionale di Laveno, cercando il cartello escursionistico che indica Vararo. Già dai primi metri la strada lancia il suo avvertimento, inerpicandosi ripidissima tra le ultime case di Laveno, e questo non è che un anticipo: il resto del percorso sarà fatto tutto con lo stesso stampo. Si sale infatti con pendenze sempre attorno al 20%. Qui le distanze non si contano più in chilometri, ma in centimetri, e i secondi durano ore. Dopo centocinquanta migliaia di centimetri (all'incirca un chilometro e mezzo) l'asfalto lascia il posto allo sterrato, ma la pendenza non accenna a diminuire. Dopo un'altro chilometro infernale si giunge a Casere (760 m), dove un bivio fornisce finalmente il pretesto per fermarsi e stramazzare a terra esausti.

 

Dal Poggio S. Elsa, bel colpo d'occhio su Laveno

 

Dopo aver ripreso fiato, si svolta a destra su un altro sterrato molto difficile, sia per la pendenza, che continua a essere insopportabile, sia per il fondo accidentato, composto ora da grossi ciottoli e da rocce affioranti. A tratti la strada spiana, dando un'illusione di clemenza, ma poi si impenna quanto e più di prima, come per recuperare il terreno perso. L'umidità e le foglie morte formano un cocktail micidiale che impedisce l'avanzamento anche al biker più esperto; qui pedalare vuol dire riuscire a trovare il perfetto punto di equilibrio tra trazione e ribaltamento. In alcuni punti (o anche più di alcuni, a seconda delle vostre capacità) sarà così necessario scendere e spingere. 

 

Lo sterrato arriva fino alla cima, passando a fianco dell'hotel che sorge sul Poggio S. Elsa, e che funge anche da capolinea della funivia. Sia dal poggio che dalla cima il panorama, seppur non particolarmente ampio, è molto bello.

 

La discesa avviene lungo la via di salita, non essendoci alternative particolarmente valide. Ad onor del vero neppure scendere lungo lo sterrato si rivela essere particolarmente interessante, ma in un modo o in un altro bisogna pur tornare verso il basso. In pochi minuti tutta l'energia potenziale faticosamente accumulata nel corso della salita verrà così utilizzata per il poco nobile scopo di scaldare i cerchi o i dischi dei freni, ma perlomeno rimarrà la consapevolezza di essere riusciti a superare una salita veramente tremenda.

 

 

 

 

web statistics by:

©Alfio Cerini 2003-2006. Tutti i diritti riservati. Ultimo aggiornamento 30.05.2006

[ Home ] [ introduzione ] [ itinerari ] [ suggerimenti ] [ gare ] [ manuali ] [ meteo ]

[ news ] [ links ] [ desktop ] [ panorami ] [ natura ] [ cerca ]

[ autore ] [ e-mail ] [ guestbook ]

english

 

 

 

La mountain bike (MTB) è uno sport pericoloso. Indossate sempre il casco e portate sempre l'equipaggiamento adeguato (scarponi da montagna, vestiti caldi, viveri e bevande a sufficienza, cartina e bussola). Guidate con prudenza e procedete a piedi nei punti difficili. Se non siete in grado di superare un passaggio difficile, tornate indietro. Gli itinerari descritti in questo sito si svolgono in parte lungo sentieri impervi, pericolosi  e/o non segnalati. L'autore di questo sito non si assume nessuna responsabilità per i percorsi proposti e non garantisce la praticabilità degli itinerari.  Tutte le attività proposte in questo sito sono effettuabili solo a proprio rischio e pericolo.