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Il
Monte Gambarogno visto dal Tamaro
La salita proposta in questo
itinerario parte da Vira Gambarogno. Seguendo le indicazioni per l'Alpe di Neggia
si passa sotto ad un ponte della ferrovia e si inizia subito a salire
lungo un'ampia strada asfaltata.
Dapprima si passa tra le ville che affollano gli splendidi terrazzi
panoramici sul lago, poi si incontrando case e rustici più modesti, e
infine ci si inoltra nel fitto del bosco. Dopo 13 chilometri di salita
pressoché ininterrotta, con pendenze costantemente attorno al 9%, si sbuca
quasi improvvisamente all'Alpe di Neggia (1395 m), valico tra la Valle
di Vira e la Valle Veddasca.
Dal posteggio in cima al valico una corta strada sterrata sale verso
destra. Seguendola si arriva, dopo un tornante, ad un piccolo spiazzo. Da
qui in avanti il solo modo di procedere è caricarsi la MTB sulle spalle
e camminare. In mezz'oretta o poco più, seguendo le tracce di sentiero
che salgono verso WNW, si arriva alla croce, che offre un bellissimo
panorama, nonostante la cima vera e propria si trovi ancora qualche decina
di metri più in alto.

Il tratto
pianeggiante che porta verso l'inizio della discesa
Poco dopo la croce si incontra un bivio, giunti al quale bisogna seguire
le indicazioni per Cedullo. Dopo un breve tratto di sentiero più o meno
pianeggiante inizia una discesa molto tecnica, a stretti tornanti e con
il fondo a tratti piuttosto sconnesso. Si perde così rapidamente quota
e si rientra nel bosco, dove il sentiero resta comunque piuttosto
sconnesso.
Dopo un difficile passaggio attraverso una sassaia si arriva
a Cedullo (1287 m), piccolo alpe che durante il periodo estivo funge
anche da agriturismo.

La parte
alta della discesa offre dei bei panorami sul Lago Maggiore
Prendendo il sentiero a destra si taglia la montagna in
diagonale, e dopo aver attraversato alcune vallettine che presentano dei
tratti esposti da affrontare a piedi, ci si porta sopra ai Monti di Vairano (815 m), che si
raggiungono dopo un'altra discesa impegnativa. Qui si mettono le ruote
sull'asfalto, ma solo per pochi metri - giusto il tempo di attraversare la strada
che serve i Monti - per poi tuffarsi nuovamente nel sentiero che conduce
a Vairano (392 m). Anche questo tratto di sentiero è molto tecnico e
impegnativo, e dopo 1000 m di discesa si cominciano ad accusare i primi
dolori alle articolazioni.
Ma manca ormai poco. A Vairano si imbocca la mulattiera, larga ma accidentata, che inizia
poco sotto la chiesa e che in pochi minuti di
sballottamenti e sbatacchiamenti riconduce al Lago Maggiore. Per tornare
a Vira infine ci sono ancora 3 chilometri d'asfalto, ma a questo punto vi sembrerà di viaggiare su una
nuvola...
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