A due ruote dal cielo

 

Monte Gambarogno/1734 m

 

 

Il Monte Gambarogno visto dal Tamaro

 

La salita proposta in questo itinerario parte da Vira Gambarogno. Seguendo le indicazioni per l'Alpe di Neggia si passa sotto ad un ponte della ferrovia e si inizia subito a salire lungo un'ampia strada asfaltata. Dapprima si passa tra le ville che affollano gli splendidi terrazzi panoramici sul lago, poi si incontrando case e rustici più modesti, e infine ci si inoltra nel fitto del bosco. Dopo 13 chilometri di salita pressoché ininterrotta, con pendenze costantemente attorno al 9%, si sbuca quasi improvvisamente all'Alpe di Neggia (1395 m), valico tra la Valle di Vira e la Valle Veddasca.

 

Dal posteggio in cima al valico una corta strada sterrata sale verso destra. Seguendola si arriva, dopo un tornante, ad un piccolo spiazzo. Da qui in avanti il solo modo di procedere è caricarsi la MTB sulle spalle e camminare. In mezz'oretta o poco più, seguendo le tracce di sentiero che salgono verso WNW, si arriva alla croce, che offre un bellissimo panorama, nonostante la cima vera e propria si trovi ancora qualche decina di metri più in alto.

 

Il tratto pianeggiante che porta verso l'inizio della discesa

 

Poco dopo la croce si incontra un bivio, giunti al quale bisogna seguire le indicazioni per Cedullo. Dopo un breve tratto di sentiero più o meno pianeggiante inizia una discesa molto tecnica, a stretti tornanti e con il fondo a tratti piuttosto sconnesso. Si perde così rapidamente quota e si rientra nel bosco, dove il sentiero resta comunque piuttosto sconnesso. Dopo un difficile passaggio attraverso una sassaia si arriva a Cedullo (1287 m), piccolo alpe che durante il periodo estivo funge anche da agriturismo.

 

La parte alta della discesa offre dei bei panorami sul Lago Maggiore

 

Prendendo il sentiero a destra si taglia la montagna in diagonale, e dopo aver attraversato alcune vallettine che presentano dei tratti esposti da affrontare a piedi, ci si porta sopra ai Monti di Vairano (815 m), che si raggiungono dopo un'altra discesa impegnativa. Qui si mettono le ruote sull'asfalto, ma solo per pochi metri - giusto il tempo di attraversare la strada che serve i Monti - per poi tuffarsi nuovamente nel sentiero che conduce a Vairano (392 m). Anche questo tratto di sentiero è molto tecnico e impegnativo, e dopo 1000 m di discesa si cominciano ad accusare i primi dolori alle articolazioni.

 

Ma manca ormai poco. A Vairano si imbocca la mulattiera, larga ma accidentata, che inizia poco sotto la chiesa e che in pochi minuti di sballottamenti e sbatacchiamenti riconduce al Lago Maggiore. Per tornare a Vira infine ci sono ancora 3 chilometri d'asfalto, ma a questo punto vi sembrerà di viaggiare su una nuvola...

 

 

 

 

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