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La Capanna San Lucio e, sullo
sfondo, l'erboso Gazzirola Questo itinerario inizia a Tesserete,
piccolo villaggio della Capriasca raggiungibile in pochi minuti di auto
sia da Lugano che da Taverne. A est del paese si imbocca la strada
asfaltata che risale la Val Colla seguendo il corso del fiume Cassarate
(non prendere la strada alta in direzione di Bidogno), e dopo 8
chilometri di leggera salita si giunge a Maglio di Colla. Seguendo le
indicazioni per Sonvico ci si porta sull'altro versante della valle e si
arriva ad un bivio, dove si prende la strada secondaria che sale a
Cimadera (1020 m). Al secondo tornante ci si imbatte in uno sterrato
(indicazioni per la pista di fondo), e finalmente si può abbandonare
l'asfalto. Lo si ritroverà solo tra una ventina di chilometri,
sull'altro versante della Val Colla.
Seguendo questo
sterrato si arriva, dopo un paio di chilometri, ad un bivio con dei
cartelli indicatori per MTB. Qui bisogna prendere lo sterrato che sale
verso destra e continuare a seguire le indicazioni per San Lucio. La
strada, che comincia a farsi decisamente più ripida e impegnativa, porta
nei pressi dell'agriturismo dell'Alpe Cottino e poi, con un'impennata
finale, alla bellissima chiesetta romanica di San Lucio (1542 m),
sospesa tra la svizzera Val Colla e l'italiana Val Cavargna, e meta ogni
anno di un festoso incontro tra gli alpigiani svizzeri e i loro colleghi
italiani.

La dura salita verso il
rifugio Garzirola, evitabile seguendo lo sterrato Da San Lucio si
prosegue in direzione nord, affrontando il versante italiano del
Gazzirola. Fino ai 1875 m del rifugio Garzirola l'impresa è facilitata
da uno sterrato di recente costruzione, che però è molto ripido e
dissestato, e impone l'uso delle marce ridotte. Oltrepassato il rifugio
la mulattiera lascia il posto ad un sentiero escursionistico, lungo il
quale la MTB deve in buona parte venire spinta. Si giunge così alla
croce e, dopo un tratto meno ripido, alla cima vera e propria.

Le lunghe ombre del tramonto
accarezzano la cresta meridionale
La discesa si effettua lungo la cresta ovest, più
stretta e ripida, perché i bikers sono masochisti e amano complicarsi la
vita all'inverosimile. Il primo tratto di discesa è molto panoramico, ma
gli occhi sono tutti per l'aspro sentiero, che richiede la massima
attenzione al fine di evitare rovinose cadute. I sassi e le buche che
costellano il sentiero e i prati circostanti non concedono un attimo di
tregua e mettono a dura prova le braccia e la schiena.
Superato il tratto di discesa più ripido, alcune
centinaia di metri in leggera salita di difficile interpretazione
consigliano di procedere a piedi. Giunti in vista dell'Alpe Pietrarossa
(1549 m), si lascia la cresta e si scende fino alle sue stalle. Si
raggiunge così una mulattiera relativamente larga, che bisogna seguire
verso ovest (in leggera salita). Dopo poche centinaia di metri si giunge
ad una biforcazione, oltre la quale si deve proseguire verso Signora
(994 m), secondo le indicazioni dei cartelli escursionistici e
cicloturistici. La mulattiera è larga e molto scorrevole; in pochi
minuti di adrenalina pura si azzerano così i 600 m di dislivello che
ancora separano dalla strada principale della Val Colla.
Raggiunto l'asfalto bisogna superare un'ultima salitella;
infine una veloce discesa, passando tra boschi di castagno e graziosi
villaggi montani, riconduce a Tesserete.
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