A due ruote dal cielo

 
Gazzirola/2116 m

 

La Capanna San Lucio e, sullo sfondo, l'erboso Gazzirola

 

Questo itinerario inizia a Tesserete, piccolo villaggio della Capriasca raggiungibile in pochi minuti di auto sia da Lugano che da Taverne. A est del paese si imbocca la strada asfaltata che risale la Val Colla seguendo il corso del fiume Cassarate (non prendere la strada alta in direzione di Bidogno), e dopo 8 chilometri di leggera salita si giunge a Maglio di Colla. Seguendo le indicazioni per Sonvico ci si porta sull'altro versante della valle e si arriva ad un bivio, dove si prende la strada secondaria che sale a Cimadera (1020 m). Al secondo tornante ci si imbatte in uno sterrato (indicazioni per la pista di fondo), e finalmente si può abbandonare l'asfalto. Lo si ritroverà solo tra una ventina di chilometri, sull'altro versante della Val Colla.

 

Seguendo questo sterrato si arriva, dopo un paio di chilometri, ad un bivio con dei cartelli indicatori per MTB. Qui bisogna prendere lo sterrato che sale verso destra e continuare a seguire le indicazioni per San Lucio. La strada, che comincia a farsi decisamente più ripida e impegnativa, porta nei pressi dell'agriturismo dell'Alpe Cottino e poi, con un'impennata finale, alla bellissima chiesetta romanica di San Lucio (1542 m), sospesa tra la svizzera Val Colla e l'italiana Val Cavargna, e meta ogni anno di un festoso incontro tra gli alpigiani svizzeri e i loro colleghi italiani.

 

La dura salita verso il rifugio Garzirola, evitabile seguendo lo sterrato

 

Da San Lucio si prosegue in direzione nord, affrontando il versante italiano del Gazzirola. Fino ai 1875 m del rifugio Garzirola l'impresa è facilitata da uno sterrato di recente costruzione, che però è molto ripido e dissestato, e impone l'uso delle marce ridotte. Oltrepassato il rifugio la mulattiera lascia il posto ad un sentiero escursionistico, lungo il quale la MTB deve in buona parte venire spinta. Si giunge così alla croce e, dopo un tratto meno ripido, alla cima vera e propria.

 

Le lunghe ombre del tramonto accarezzano la cresta meridionale

 

La discesa si effettua lungo la cresta ovest, più stretta e ripida, perché i bikers sono masochisti e amano complicarsi la vita all'inverosimile. Il primo tratto di discesa è molto panoramico, ma gli occhi sono tutti per l'aspro sentiero, che richiede la massima attenzione al fine di evitare rovinose cadute. I sassi e le buche che costellano il sentiero e i prati circostanti non concedono un attimo di tregua e mettono a dura prova le braccia e la schiena.

 

Superato il tratto di discesa più ripido, alcune centinaia di metri in leggera salita di difficile interpretazione consigliano di procedere a piedi. Giunti in vista dell'Alpe Pietrarossa (1549 m), si lascia la cresta e si scende fino alle sue stalle. Si raggiunge così una mulattiera relativamente larga, che bisogna seguire verso ovest (in leggera salita). Dopo poche centinaia di metri si giunge ad una biforcazione, oltre la quale si deve proseguire verso Signora (994 m), secondo le indicazioni dei cartelli escursionistici e cicloturistici. La mulattiera è larga e molto scorrevole; in pochi minuti di adrenalina pura si azzerano così i 600 m di dislivello che ancora separano dalla strada principale della Val Colla.

 

Raggiunto l'asfalto bisogna superare un'ultima salitella; infine una veloce discesa, passando tra boschi di castagno e graziosi villaggi montani, riconduce a Tesserete.

 

 

 

 

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