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Parte
finale della salita verso Trecciura La salita inizia a Vira Gambarogno, seguendo
la strada asfaltata con le indicazioni per l'Alpe di Neggia. Dopo essere passati tra numerose
ville e villette ci si inoltra gradualmente nel bosco. La strada è
piuttosto ripida, con pendenze medie attorno al 9%, fin sopra ai Monti
di Fosano, dove un tratto meno ripido permette di riprendere fiato.
Superato un lungo diagonale si torna a salire a tornanti, ma a quota 980
m (terzo tornante) si lascia l'asfalto per seguire il sentiero che sale
all'Alpe di Trecciura (seguire le indicazioni del cartello
escursionistico). Questo sentiero è inizialmente piuttosto accidentato
e quindi solo parzialmente ciclabile; inoltre ci sono alcuni tratti
esposti in cui, per evitare rovinose cadute, è consigliabile procedere
a piedi. Dopo aver attraversato alcuni torrenti si inizia a salire a
tornanti, e il sentiero diviene via via più ciclabile fino a
raggiungere l'Alpe di Trecciura. 
Panorama dall'Alpe di Trecciura sul Delta della Maggia
Dall'alpe inizia la scorrevolissima discesa verso i
Monti di Vira. Dopo un breve tratto più impegnativo si entra nel bosco
e si affronta un bellissimo e velocissimo tratto di scorrimento in
leggera discesa, in diagonale sulla ripida montagna. Si superano anche
alcuni tornanti e alcune gole senza troppi problemi; poi il sentiero
incontra qualche breve tratto esposto, in cui bisogna procedere con
estrema cautela. Infine si può riprendere velocità, e in breve si
sbuca ai Monti di Vira, altra bellissima radura panoramica.

Alcune cascine presso i Monti di Vira
I Monti di Vira sono molto estesi, e il sentiero scende serpeggiando
negli ampli pascoli, tra le stalle e le cascine, entrando a volte
brevemente anche nel bosco, ma sempre accompagnato dal bellissimo
panorama verso il Piano di Magadino e il Lago Maggiore. Poco sotto ai
Monti si incontra un bivio. Andando a destra si raggiungono i Monti di
Vira di Sotto, piccolo fazzoletto di terra che vale comunque una visita.
Per scendere verso Magadino bisogna invece prendere il sentiero di
sinistra (indicazioni per Corognola).

Monti di Vira di Sotto
Anche questo sentiero è abbastanza scorrevole, pur offrendo alcuni
spunti tecnici interessanti. I primi tornanti sono più lunghi, poi le
curve si fanno vieppiù ravvicinate. Ad un bivio bisogna girare a destra,
seguendo le indicazioni per Piodascia; ad un ulteriore bivio bisogna
nuovamente mantenere la destra, sempre seguendo le indicazioni per
Piodascia. Si arriva così all'asfalto, ma dopo aver ridisceso un paio
di tornanti ci si imbatte nel sentiero Molina (cartello blu), che si
può seguire fino a raggiungere Magadino. Si scende in linea quasi retta
verso il lago, evitando le varie diramazioni a sinistra e a destra. Il
sentiero diventa poi una mulattiera lastricata in sasso, con tornanti
piuttosto ravvicinati e gradini poco alti. In breve si sbuca presso la
chiesa di Magadino, e si ritorna verso il lago scendendo lungo la
mulattiera che parte dietro la chiesa. Raggiunta la strada principale
del Gambarogno, con poche pedalate si torna al punto di partenza.
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