A due ruote dal cielo

 
Vergante/921 m

 

 

Sul punto più alto di questo itinerario, il Monte Cornaggia

 

Si prende il via a Gignese, seguendo la strada principale che porta ad Armeno, ma già dopo poche centinaia di metri, superata una piccola salita, si lascia l'asfalto per imboccare uno sterrato che parte sulla sinistra (segnato come "H2"). Lo sterrato scala, con pochi tornanti, il Monte Scincina (837 m), raggiunto il quale bisogna proseguire verso SSE. Dopo un chilometro di leggera discesa si arriva alla cappella dell'Alpe Canà (734 m). Qui ci si immette sul percorso Gignese-Invorio, segnato con "V", che non bisognerà più lasciare fino alla Cappella del Vago.

 

Dopo poche centinaia di metri si incontra un altro bivio, dove si deve abbandonare il facile sterrato per seguirne uno più sconnesso, verso sinistra, che porta in direzione del Monte Cornaggia. Pur non essendoci grandi salite, ci sono numerosi strappi piuttosto ripidi, e alcuni tratti così sconnessi da essere quasi non ciclabili. Seguendo sempre le indicazioni "V" e i segnavia bianco-rossi, e ignorando tutti i bivi e le diramazioni laterali, si arriva in breve sotto la cima del Cornaggia (921 m). Il percorso "V" prosegue diritto; per visitare il Cornaggia bisogna temporaneamente abbandonarlo per salire lungo un sentiero corto ma piuttosto ripido. La cima non è certo elevatissima ma, essendo priva di alberi, è comunque molto panoramica.

 

Vista dal M. Cornaggia verso il Lago Maggiore

 

Ritornati sullo sterrato "V", si prosegue verso sud con numerosi altri saliscendi, alternando ghiaia a terra battuta, fitti boschi a radure. Si passa sulla destra di altre tre elevazioni (il Toriggia, il Monte La Guardia e il Monte Tessera) e si giunge infine alla Cappella del Vago, giro di boa di questo itinerario. Qui si lascia il percorso "V" per seguire quello marcato con "E2" che scende a Colazza (543 m). Si tratta di uno sterrato piuttosto rozzo, se confrontato con quelli percorsi in precedenza. In pochi turbolenti minuti si arriva alle soglie di Colazza ma, mantenendo la sinistra, si compie solo una fugace apparizione su un tratto asfaltato, evitando di entrare nel villaggio. Ci si immette così nuovamente su di uno sterrato, marcato come "F1", che, seguendo un piccolo torrente, porta a Fosseno (596 m), altro piccolo villaggio contadino che sorge ai piedi del Vergante.

 

Il giro di boa presso la Cappella del Vago

 

Anche Fosseno viene appena sfiorato, perché si prosegue alla sua sinistra, seguendo la strada asfaltata contro-montagna. Bisogna cercare di mantenere sempre la direzione NE, evitando di seguire i vari percorsi ("F3", "F4", "F5" e "F6") che si diramano sulla sinistra, ma immettendosi in uno sterrato che continua diritto passando tra alcune fattorie. Un chilometro dopo Fosseno si incontra un incrocio con un altro sterrato piuttosto pronunciato; qui bisogna seguire le indicazioni "H2", che, passando per un breve tratto di sentiero, portano ad un nuovo sterrato. Quest'ultimo sale, piuttosto accidentato, verso l'Alpe Canà, passando di fronte al San Salvatore.

 

Dall'Alpe Canà bisogna nuovamente seguire le indicazioni "V", ma questa volta dalla parte opposta, in direzione di Gignese. Si imbocca così un bella strada ricoperta da sottile ghiaia rosa che porta nei pressi dell'Alpe Camoscio. Lo sterrato sfocia infine in un sentiero che, dapprima scorrevole e pianeggiante, poi accidentato e in ripida discesa, riporta a Gignese. Raggiunto l'asfalto, si svolta a destra e, dopo una breve salita, si torna al punto di partenza. Solo un po' più stanchi.

 

 

 

 

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