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Sul
punto più alto di questo itinerario, il Monte Cornaggia Si prende il via a Gignese, seguendo la
strada principale che porta ad Armeno, ma già dopo poche centinaia di
metri, superata una piccola salita, si lascia l'asfalto per imboccare
uno sterrato che parte sulla sinistra (segnato come "H2"). Lo sterrato
scala, con pochi tornanti, il Monte Scincina (837 m), raggiunto il quale
bisogna proseguire verso SSE. Dopo un chilometro di leggera discesa si
arriva alla cappella dell'Alpe Canà (734 m). Qui ci si immette sul
percorso Gignese-Invorio, segnato con "V", che non bisognerà
più lasciare fino alla Cappella del Vago.
Dopo poche centinaia di metri
si incontra un altro bivio, dove si deve abbandonare il facile sterrato
per seguirne uno più sconnesso, verso sinistra, che porta in direzione
del Monte Cornaggia. Pur non essendoci grandi salite, ci sono numerosi
strappi piuttosto ripidi, e alcuni tratti così sconnessi da essere
quasi non ciclabili. Seguendo sempre le indicazioni "V" e i
segnavia bianco-rossi, e ignorando tutti i bivi e le diramazioni
laterali, si arriva in breve sotto la cima del Cornaggia (921 m). Il
percorso "V" prosegue diritto; per visitare il Cornaggia
bisogna temporaneamente abbandonarlo per salire lungo un sentiero corto
ma piuttosto ripido. La cima non è certo elevatissima ma, essendo priva
di alberi, è comunque molto panoramica.

Vista dal M. Cornaggia verso il Lago Maggiore
Ritornati sullo sterrato "V", si prosegue verso sud con
numerosi altri saliscendi, alternando ghiaia a terra battuta, fitti
boschi a radure. Si passa sulla destra di altre tre elevazioni (il
Toriggia, il Monte La Guardia e il Monte Tessera) e si giunge infine
alla Cappella del Vago, giro di boa di questo itinerario. Qui si lascia
il percorso "V" per seguire quello marcato con "E2" che scende a
Colazza (543 m). Si tratta di uno sterrato piuttosto rozzo, se
confrontato con quelli percorsi in precedenza. In pochi turbolenti
minuti si arriva alle soglie di Colazza ma, mantenendo la sinistra, si
compie solo una fugace apparizione su un tratto asfaltato, evitando di
entrare nel villaggio. Ci si immette così nuovamente su di uno
sterrato, marcato come "F1", che, seguendo un piccolo torrente,
porta a Fosseno (596 m), altro piccolo villaggio contadino che sorge ai
piedi del Vergante.

Il giro di boa presso la Cappella del Vago
Anche Fosseno viene appena sfiorato, perché si prosegue alla sua
sinistra, seguendo la strada asfaltata contro-montagna. Bisogna cercare
di mantenere sempre la direzione NE, evitando di seguire i vari percorsi
("F3", "F4", "F5" e "F6") che si diramano sulla sinistra, ma immettendosi in uno
sterrato che continua diritto passando tra alcune fattorie. Un
chilometro dopo Fosseno si incontra un incrocio con un altro sterrato
piuttosto pronunciato; qui bisogna seguire le indicazioni "H2", che,
passando per un breve tratto di sentiero, portano ad un nuovo sterrato.
Quest'ultimo sale, piuttosto accidentato, verso l'Alpe Canà, passando
di fronte al San Salvatore.
Dall'Alpe Canà bisogna nuovamente seguire le
indicazioni "V", ma questa volta dalla parte opposta, in
direzione di Gignese. Si imbocca così un bella strada ricoperta da
sottile ghiaia rosa che porta nei pressi dell'Alpe Camoscio. Lo sterrato
sfocia infine in un sentiero che, dapprima scorrevole e pianeggiante,
poi accidentato e in ripida discesa, riporta a Gignese. Raggiunto
l'asfalto, si svolta a destra e, dopo una breve salita, si torna al punto
di partenza. Solo un po' più stanchi.
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