Il Gridone (o Limidario)

Il Gridone, chiamato anche Ghiridone dai Locarnesi e Monte Limidario dai Cannobini, è la più elevata tra le montagne che si specchiano nelle placide acque del Lago Maggiore.
Il giro descritto di seguito porta alla vetta salendo dal versante rivolto verso il lago, mentre la discesa si svolge sul versante italiano. Da entrambi i lati le strade carrozzabili si tengono ben lontane dalla cima, superando solo di poco i 1000 m d'altezza; il resto del tragitto si svolge su sentieri di montagna.

Le tappe

Brissago - Mergugno - Gridone - Spoccia- Cannobio - Brissago

Scheda tecnica

Locarnese
Altitudine: 2188 m
Dislivello: 1974 m
Distanza: 42 km
Durata: 5 ore
Tempo non pedalabile: 1-2 ore
Periodo: giugno - ottobre
Difficoltà tecnica: ND
Difficoltà fisica: ND
Tracciato GPS: -
Cartina: -

Descrizione

Di tutte le vie che si innalzano verso il Gridone partendo dal suo versante lacustre, la più agevole da percorrere in bicicletta è quella che da Brissago, passando per Incella, porta ai Monti di Mergugno (1050 m). Questo primo tratto è, con i suoi 8 chilometri d'asfalto poco trafficato e una pendenza media del 10%, una delle salite più amate dai cicloamatori locarnesi.
A Mergugno l'asfalto termina; qui i ciclisti normali girano mestamente le loro biciclette e tornano verso il basso, ma per i bikers l'avventura è appena all'inizio. Seguendo i cartelli escursionistici si imbocca un sentiero largo e ben curato, che sale a tornanti tra i profumati citisi del bosco sacro di Brissago. Per i primi 500 m di dislivello il sentiero è in parte pedalabile, seppure con molta fatica, poi si fa vieppiù ripido e la MTB deve essere portata in spalla fino al rifugio Al Legn (1804 m).

La cresta verso il Gridone

Dal rifugio, sempre con la bici in spalla, si sale verso WSW fino alla Bocchetta di Valle (1948 m), punto di convergenza di numerosi altri sentieri. Da qui è finalmente visibile la vetta del Gridone, con la sua inconfondibile croce arancione. Per raggiungerla bisogna però ancora passare per due piccoli canali rocciosi, abbastanza ardui da superare dovendo portarsi dietro una bicicletta, e un ultimo tratto sulla cresta. Giunti in cima dovete sperare di non incontrare nessuno, perché se ci fosse qualcuno, beh, molto probabilmente vi prenderebbe per un imbecille. E avrebbe ragione.

Sulla vetta del Gridone in MTB

Dopo l'inumana fatica della salita, la discesa vi ripagherà di tutte le sofferenze, ma ve ne causerà di nuove e più terribili. Si inizia seguendo la cresta in direzione ovest; l'itinerario è segnato in giallo-rosso. Dopo poco meno di un chilometro si abbandona lo spartiacque e si comincia a scendere in diagonale verso sud. Il sentiero è piuttosto stretto, ma in parte può già essere percorso in sella da bikers con buone capacità tecniche, procedendo però con molta cautela e cercando di mantenere il baricentro spostato verso monte (è decisamente meglio evitare di cadere verso valle...). Ci sono tuttavia frequenti passaggi che impongono di smontare e procedere a piedi.

Discesa dal Gridone

Superata la Bocchetta del Fornale (2034 m, posta sopra l'omonima sorgente), il sentiero si sposta sulla larga dorsale sud e si fa vieppiù scorrevole e godibile. Ai 1600 m si incontrano le prime cascine, i silenziosi diroccati dell'Alpe la Quadra, seguiti a poca distanza dai prati dell'Alpe di Spoccia. Mentre lentamente ci si riavvicina alla civiltà, lo stretto sentiero si trasforma in una comoda mulattiera, e le vostre braccia si trasformano in un tremulo budino.

Deviazione per la sorgente del Fornale

A quota 1334 m si arriva ad un bivio. A sinistra un ripido sterrato passa attraverso l'arioso maggengo di Olzeno e scende a Gurrone (697 m), da dove, seguendo la strada principale, si raggiunge velocemente Cannobio. Questa è la discesa che verrebbe scelta da qualsiasi persona che abbia almeno una qualche parvenza di razionalità, ma visto che le persone intelligenti in questo momento se ne stanno tranquillamente sdraiate nel giardino di casa loro a leccare un gelato, siete liberi scegliere la via più difficile: il sentiero di destra. Inizialmente esso è abbastanza scorrevole e, scendendo in diagonale, conduce alle baite di Bronte. Passando per selve e radure piuttosto ripide, che richiedono buonissime capacità di guida, si abbassa poi fino al Rio Ponte Secco, oltrepassato il quale bisogna risalire fino a Spoccia (798 m); quest'ultima parte di sentiero non è pedalabile. Da Spoccia si raggiunge facilmente la Statale della Cannobina, che riporta verso il Verbano, costeggiando il quale si torna infine a Brissago.

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