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Campra - Piano - Frodalera - Passo Bareta - Alpe Rideigra - Campra
Visto sulla mappa il Passo Bareta è un valico anonimo, che sparisce tra
le mille protuberanze del dissestato profilo orografico che separa la
Leventina dalla Val di Blenio. Andandoci di persona invece si resta
stupiti dalla sua spiccata personalità, un armonioso mosaico di ambienti
e sensazioni. Con motti alternati a gole, e prati che si susseguono a
lastroni rocciosi, il percorso di avvicinamento a partire da Acquacalda
è uno spettacolo per i sensi. Fino a Frodalera pedalo su una bella strada sterrata, accompagnato dallo
speziato profumo dei larici. È autunno inoltrato, e il sole già basso
accarezza dolcemente i loro rami, facendoli brillare di luce propria. Tutto
è perfetto, e i primi aghi già caduti a terra rendono morbidissima la
strada.
Sopra a Frodalera si continua su
sentiero. In parte riesco a pedalare, ma poi la pendenza diventa tale da
costringermi a proseguire a piedi. Gole e vallette si susseguono, e si sale
e si scende, e l'illusione del traguardo dura lo spazio di scoprire una
nuova valletta. Ci arrivo infine, al passo, ma il rapido avanzare della sera
mi costringe a scendere senza indugio, giù diritto, senza più sentiero,
verso l'Alpe Ridéigra. Passo ripidissimi prati, e arbusti, e pietraie,
riuscendo sorprendentemente a trovare quasi sempre un passaggio ciclabile.
Sorprendo un cervo che non mi aveva annusato. Gli sono piombato in casa
senza preavviso, e lui mi guarda minaccioso. Bramisce cupo, il vero padrone
della montagna, di fronte ad un ben strano invasore, ma poi, nel dubbio,
parte verso l'alto e in due salti è sparito. Così come tutto il resto sta
sparendo, inghiottito dalla notte. Così mi affretto a scendere, lasciando
però un piccolo pezzo della mia anima quassù, ad ascoltare i sordi appelli
dei cervi.
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