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Cevio - Bosco Gurin - Hendar Furggu
- Fondovalle - Riale - Passo San Giacomo - Alpe di Cristallina -
Passo del Naret -
Fusio - Cevio
Più che un itinerario cicloescursionistico, una corsa al
massacro... Partenza da Cevio, e subito si va
in salita, lungo la ripida strada che porta a Bosco Gurin, grazioso
villaggio alpino con la particolarità di essere l'unico insediamento walser del
Ticino. Dopo un breve tratto pianeggiante si inizia nuovamente a salire, su
di uno sterrato pure piuttosto ripido che, passando tra numerosi gadumdschi
(i tipici piccoli fienili in sasso) porta fino all'alpe di Grossalp. Qui i supporti
carrozzabili finiscono, e inizio a camminare.
Più salgo, più l'avanzata si fa
ardua. Il culmine viene raggiunto con una pietraia che invade l'ultimo
tratto di sentiero prima della Hendar Furggu. Dalla bocchetta anche la vista
sull'altro versante appare sconsolante, in quanto c'è una
pietraia che appare ben più grande di quella appena superata. Mi siedo, in
sospeso tra due mondi, in sospeso tra due desideri: quello di portare a
termine il giro che mi ero prefisso, e quello di sopravvivere...
Decido di andare avanti, ed è dura
farsi largo nel mare di macigni. Quando emergo dalla parte opposta della pietraia
vengo ricompensato dalla bellissima vista sul Lago Superiore, autentico
crogiolo di colori primari, che sulla sua superficie e nelle sue profondità
si incontrano e si mescolano fino a dare origine ad un paesaggio incantato.
Provo a saltare in sella, ma dopo aver rotto una mezza dozzina di raggi mi
riduco a più miti consigli...
Il secondo passo è il
Passo San Giacomo: asfalto fino a Riale e
sterrato fino al passo, senza alcuna difficoltà. Anche la discesa in Val
Bedretto è tranquilla se paragonata a qualla dalla Hendar Furggu. Alpi e
pascoli si susseguono in un crescendo di profumi e di colori, fino all'Alpe
di Cristallina.
Poi di nuovo su a piedi verso
l'ultimo passo, il Passo del Naret, che con i suoi 2438 m è il punto più
alto di questo giro. La stanchezza si fa sentire, e le cascate che
conquistano esuberanti i ripidi pendii erbosi mi ricordano la dura legge
della gravità. Che però tra 600 metri sarà finalmente dalla mia parte...
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