A due ruote dal cielo

 
Pizzo Marona/2051 m

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Foto
   

 

La salita al Pizzo Marona è lunga e non assolutamente ciclabile, a immagine dei ripidi gradini della Scala Santa

 

Dal Pizzo Marona si può raggiungere la Zeda, sullo sfondo, passando per un sentiero di cresta piuttosto scosceso

 

La Marona in inverno, vista da Pian Vadà

 

La cappella sulla vetta, dedicata ai caduti della guerra

 

 

 

Itinerario 1

Verbania - Miazzina - Cappella Fina - Pian Cavallone - I Balmitt - Forcola - Cima Cugnacorta - Pizzo Marona - Forcola - Pian Cavallone - Gabbio - Intragna - Verbania

 

La Marona è una delle mete escursionistiche più ambite del Parco Nazionale della Val Grande. La salita è lunga e dura, e presenta anche alcuni passaggi pericolosi assicurati da catene di antica memoria. Quassù si viene a contatto con l'abisso; non solo l'abisso fisico degli strapiombi rocciosi, ma anche l'abisso interiore evocato dalle nebbie, dalle aspre pietraie, dal vento che ansima e poi s'infuria, senza regole. Voragini interiori testimoniate dai toponimi della Marona: il Passo del Diavolo e la Scala Santa rimandano ad antiche leggende di precipizi e patti demoniaci.

Decido di salirci in MTB, ma senza cullare illusioni di ciclabilità. Fino a Pian Cavallone incontro lunghi tratti pedalabili, poi mi scontro con i Balmitt e l'imponente massa della Cugnacorta, e la MTB finisce definitivamente sulle mie spalle. Vago tra la nebbia, su e giù tra i rododendri, cercando passaggi tra le rocce e i scivolosi pratoni, e ritrovo i luoghi e le sensazioni delle leggende. Arrivo infine alla vetta seguendo il sentiero, che quassù è l'unica via sicura.

Anche la discesa è, almeno per la prima parte, rigorosamente pedonale. Poi, superati i passaggi più impegnativi, posso cominciare a pensare di affrontare alcuni tratti in sella, con arditi equilibrismi e senza comunque mai poter lasciar correre la MTB. Da Pian Cavallone la discesa si fa più interessante. Scendo verso est, lungo la mulattiera che taglia Il Pizzo in diagonale e cha passa per Sunfai, poi a Gabbio incontro l'asfalto. Il resto della discesa è un attimo, e già ho nostalgia delle leggende...

 

 

 

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La mountain bike (MTB) è uno sport pericoloso. Indossate sempre il casco e portate sempre l'equipaggiamento adeguato (scarponi da montagna, vestiti caldi, viveri e bevande a sufficienza, cartina e bussola). Guidate con prudenza e procedete a piedi nei punti difficili. Se non siete in grado di superare un passaggio difficile, tornate indietro. Gli itinerari descritti in questo sito si svolgono in parte lungo sentieri impervi, pericolosi  e/o non segnalati. L'autore di questo sito non si assume nessuna responsabilità per i percorsi proposti e non garantisce la praticabilità degli itinerari.  Tutte le attività proposte in questo sito sono effettuabili solo a proprio rischio e pericolo.