A due ruote dal cielo

 
Passo del Naret/2438 m

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Foto

Lo sterrato che costeggia il Lago del Naret

 

In giugno la strada è ancora parzialmente innevata

 

Panorama dal passo

 

 

Un esuberante torrente che scende nella Val Torta a fianco del sentiero

 

Bivacco sopra l'Alpe di Cristallina

 

 

 

Itinerario 1

Cavergno - Fusio - Passo del Naret - Passo di Cristallina - Passo del Naret - Alpe di Campo la Torba - Fusio - Cavergno

 

Sul Passo di Cristallina all'inizio dell'estate, alla ricerca di un po' di neve...

La salita al Naret, seppur completamente asfaltata, è già bella duretta, con pendenze massime superiori in diversi punti al 15%. Raggiunto l'ultimo lago c'è ancora un pezzo da affrontare a piedi fino al Passo del Naret. Dal versante opposto si può scendere quasi completamente in sella fino al corte superiore della Val Torba, anche se il sentiero è piuttosto sconnesso. Poi si risale bici in spalla fino alla capanna del CAS, che sorge proprio sul Passo di Cristallina. In totale fanno 2300 metri salita, il tutto con l'unico scopo di godersi un paio di minuti di discesa sul nevaio sotto alla capanna...

Ne vale la pena? Boh, non lo so, ma a giudicare dal film la gente si è divertita...

 

 

 

Itinerario 2 (2 giorni)

Cevio - Bosco Gurin - Hendar Furggu - Fondovalle - Riale - Passo San Giacomo - Alpe di Cristallina - Passo del Naret - Fusio - Cevio

 

Più che un itinerario cicloescursionistico, una corsa al massacro...

Partenza da Cevio, e subito si va in salita, lungo la ripida strada che porta a Bosco Gurin, grazioso villaggio alpino con la particolarità di essere l'unico insediamento walser del Ticino. Dopo un breve tratto pianeggiante si inizia nuovamente a salire, su di uno sterrato pure piuttosto ripido che, passando tra numerosi gadumdschi (i tipici piccoli fienili in sasso) porta fino all'alpe di Grossalp. Qui i supporti carrozzabili finiscono, e inizio a camminare.

Più salgo, più l'avanzata si fa ardua. Il culmine viene raggiunto con una pietraia che invade l'ultimo tratto di sentiero prima della Hendar Furggu. Dalla bocchetta anche la vista sull'altro versante appare sconsolante, in quanto c'è una pietraia che appare ben più grande di quella appena superata. Mi siedo, in sospeso tra due mondi, in sospeso tra due desideri: quello di portare a termine il giro che mi ero prefisso, e quello di sopravvivere...

Decido di andare avanti, ed è dura farsi largo nel mare di macigni. Quando emergo dalla parte opposta della pietraia vengo ricompensato dalla bellissima vista sul Lago Superiore, autentico crogiolo di colori primari, che sulla sua superficie e nelle sue profondità si incontrano e si mescolano fino a dare origine ad un paesaggio incantato. Provo a saltare in sella, ma dopo aver rotto una mezza dozzina di raggi mi riduco a più miti consigli...

Il secondo passo è il Passo San Giacomo: asfalto fino a Riale e sterrato fino al passo, senza alcuna difficoltà. Anche la discesa in Val Bedretto è tranquilla se paragonata a qualla dalla Hendar Furggu. Alpi e pascoli si susseguono in un crescendo di profumi e di colori, fino all'Alpe di Cristallina.

Poi di nuovo su a piedi verso l'ultimo passo, il Passo del Naret, che con i suoi 2438 m è il punto più alto di questo giro. La stanchezza si fa sentire, e le cascate che conquistano esuberanti i ripidi pendii erbosi mi ricordano la dura legge della gravità. Che però tra 600 metri sarà finalmente dalla mia parte...

 

 

 

Itinerario 3 (2 giorni)

Cavergno - Fusio - Passo del Naret - Alpe di Cristallina - Passo San Giacomo - Bocchetta di Vallemaggia - Robiei - San Carlo - Cavergno

 

Uno dei valichi più elevati e discosti della Valle Maggia è l'omonima bocchetta, che dall'alto dei suoi 2635 m unisce la Val Formazza alla regione del Basodino... un mondo di piccole e grandi pietre, che a prima vista sembrano disposte alla rinfusa, franate una sull'altra, ma se osservate con attenzione rivelano intricati mosaici, sculture, delicati arabeschi che si estendono a perdita d'occhio, fino a formare un'opera d'arte colossale: le Alpi...

Salgo dal Passo San Giacomo, e fino ai Laghi Boden riesco a percorrere diversi tratti in sella perché la pendenza è ridotta, anche se il terreno è accidentato. Dai laghi si prosegue a piedi... il dislivello è relativamente contenuto, ma avanzo a stento, saltando di sasso in sasso, con la bici e la tenda sulle spalle, e le nubi che giocano a nascondermi la meta. Da chissà dove sbuca un altro vagabondo, con la casa sulle spalle, e ci facciamo compagnia lungo la salita, fino alla Bocchetta di Vallemaggia.

La discesa verso la Val Bavona sembra la fotocopia della salita, pietre accatastate su pietre... qua e là si apre qualche spiraglio ciclabile, ma è più la strada percorsa a piedi... ai 2200 m incontro finalmente un tratto pianeggiante, un po' più ciclabile, che si spinge ad affacciarsi sul Lago di Robiei... ancora una discesa ripida e sconnessa, e infine raggiungo Robiei.

Mentre il sole finisce pian piano di tracciare il suo arco nel cielo, mi butto verso la Capanna Basodino... supero un primo gradino della valle procedendo ancora in parte a piedi, poi incontro un tratto scorrevole e scendo più tranquillamente verso Campo... qui la valle presenta un altro gradino, e la discesa si fa di nuovo più complicata, fino a raggiungere lo sterrato che mi riporta a San Carlo. Mi resta ancora tutta la Val Bavona da percorrere, in questa discesa infinita, ma è un modo molto piacevole di dissipare le ultime stille di energia potenziale...

 

Diatour (cos'è?)

I diatour sono brevi cronache fotografiche delle mie ultime escursioni, presentate sotto forma di diashow. Per andare avanti clicca sulle immagini che appaiono di volta in volta.

 

Cristallina - 5 giugno 2005 - escursione con gli sci

 

 

 

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