A due ruote dal cielo

 
Passo San Giacomo/2313 m

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Foto
 

Il piccolo laghetto sul Passo San Giacomo

 

Discesa sotto a San Giacomo

 

Il Lago Toggia sovrastato dalle purissime forme del Kastelhorn

 

Lungo la strada degli Alpi

 

L'Alpe di Stabiello Grande

 

Sopra l'Alpe di Valleggia

 

 

 

Itinerario 1

Passo della Novena - Passo del Corno - Passo San Giacomo - Riale - Passo Gries - Passo della Novena

 

Quattro passi alpini in 30 chilometri: il giro del Passo del Corno-Passo Gries, pur non essendo durissimo, è un vero concentrato di salite e di discese...

Dalla Novena si sale, con qualche breve tratto non pedalabile, al Passo del Corno, dove si imbocca uno spettacolare sentiero in terra battuta che scende attraverso la Val Corno fino alla Capanna Corno Gries. Da lì si continua verso sud, dapprima in piano, poi in leggera salita. Nella sua seconda metà il sentiero si fa più stretto e pedalare diventa difficile.

Si raggiunge così il Passo San Giacomo. Dall'altra parte la discesa verso Riale si svolge su uno sterrato largo e abbastanza scorrevole, contraddistinto dai caratteristici parapetti ad arcate.

A Riale si torna a salire: dopo alcuni metri d'asfalto, superato il Lago di Morasco, si imbocca un ripidissimo sterrato, infine un tratto più pianeggiante conduce ai piedi dell'ultima ascesa, non più pedalabile. Dopo 300 m di dislivello con la MTB in spalla si raggiunge il Passo Gries, poi ci si butta in una discesa piuttosto difficile che, costeggiando il Lago Gries, riporta al Passo della Novena.

 

 

 

Itinerario 2 (2 giorni)

Cevio - Bosco Gurin - Hendar Furggu - Fondovalle - Riale - Passo San Giacomo - Alpe di Cristallina - Passo del Naret - Fusio - Cevio

 

Più che un itinerario cicloescursionistico, una corsa al massacro...

Partenza da Cevio, e subito si va in salita, lungo la ripida strada che porta a Bosco Gurin, grazioso villaggio alpino con la particolarità di essere l'unico insediamento walser del Ticino. Dopo un breve tratto pianeggiante si inizia nuovamente a salire, su di uno sterrato pure piuttosto ripido che, passando tra numerosi gadumdschi (i tipici piccoli fienili in sasso) porta fino all'alpe di Grossalp. Qui i supporti carrozzabili finiscono, e inizio a camminare.

Più salgo, più l'avanzata si fa ardua. Il culmine viene raggiunto con una pietraia che invade l'ultimo tratto di sentiero prima della Hendar Furggu. Dalla bocchetta anche la vista sull'altro versante appare sconsolante, in quanto c'è una pietraia che appare ben più grande di quella appena superata. Mi siedo, in sospeso tra due mondi, in sospeso tra due desideri: quello di portare a termine il giro che mi ero prefisso, e quello di sopravvivere...

Decido di andare avanti, ed è dura farsi largo nel mare di macigni. Quando emergo dalla parte opposta della pietraia vengo ricompensato dalla bellissima vista sul Lago Superiore, autentico crogiolo di colori primari, che sulla sua superficie e nelle sue profondità si incontrano e si mescolano fino a dare origine ad un paesaggio incantato. Provo a saltare in sella, ma dopo aver rotto una mezza dozzina di raggi mi riduco a più miti consigli...

Il secondo passo è il Passo San Giacomo: asfalto fino a Riale e sterrato fino al passo, senza alcuna difficoltà. Anche la discesa in Val Bedretto è tranquilla se paragonata a qualla dalla Hendar Furggu. Alpi e pascoli si susseguono in un crescendo di profumi e di colori, fino all'Alpe di Cristallina.

Poi di nuovo su a piedi verso l'ultimo passo, il Passo del Naret, che con i suoi 2438 m è il punto più alto di questo giro. La stanchezza si fa sentire, e le cascate che conquistano esuberanti i ripidi pendii erbosi mi ricordano la dura legge della gravità. Che però tra 600 metri sarà finalmente dalla mia parte...

 

 

 

Itinerario 3 (2 giorni)

Cavergno - Fusio - Passo del Naret - Alpe di Cristallina - Passo San Giacomo - Bocchetta di Vallemaggia - Robiei - San Carlo - Cavergno

 

Uno dei valichi più elevati e discosti della Valle Maggia è l'omonima bocchetta, che dall'alto dei suoi 2635 m unisce la Val Formazza alla regione del Basodino... un mondo di piccole e grandi pietre, che a prima vista sembrano disposte alla rinfusa, franate una sull'altra, ma se osservate con attenzione rivelano intricati mosaici, sculture, delicati arabeschi che si estendono a perdita d'occhio, fino a formare un'opera d'arte colossale: le Alpi...

Salgo dal Passo San Giacomo, e fino ai Laghi Boden riesco a percorrere diversi tratti in sella perché la pendenza è ridotta, anche se il terreno è accidentato. Dai laghi si prosegue a piedi... il dislivello è relativamente contenuto, ma avanzo a stento, saltando di sasso in sasso, con la bici e la tenda sulle spalle, e le nubi che giocano a nascondermi la meta. Da chissà dove sbuca un altro vagabondo, con la casa sulle spalle, e ci facciamo compagnia lungo la salita, fino alla Bocchetta di Vallemaggia.

La discesa verso la Val Bavona sembra la fotocopia della salita, pietre accatastate su pietre... qua e là si apre qualche spiraglio ciclabile, ma è più la strada percorsa a piedi... ai 2200 m incontro finalmente un tratto pianeggiante, un po' più ciclabile, che si spinge ad affacciarsi sul Lago di Robiei... ancora una discesa ripida e sconnessa, e infine raggiungo Robiei.

Mentre il sole finisce pian piano di tracciare il suo arco nel cielo, mi butto verso la Capanna Basodino... supero un primo gradino della valle procedendo ancora in parte a piedi, poi incontro un tratto scorrevole e scendo più tranquillamente verso Campo... qui la valle presenta un altro gradino, e la discesa si fa di nuovo più complicata, fino a raggiungere lo sterrato che mi riporta a San Carlo. Mi resta ancora tutta la Val Bavona da percorrere, in questa discesa infinita, ma è un modo molto piacevole di dissipare le ultime stille di energia potenziale...

 

 

 

Diatour (cos'è?)

I diatour sono brevi cronache fotografiche delle mie ultime escursioni, presentate sotto forma di diashow. Per andare avanti clicca sulle immagini che appaiono di volta in volta.

 

Passo San Giacomo - 10 marzo 2005 - escursione con gli sci

 

 

 

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