Quattro passi alpini in 30 chilometri: il giro del Passo del
Corno-Passo Gries, pur non essendo durissimo, è un vero concentrato di
salite e di discese...
Dalla Novena si sale, con qualche
breve tratto non pedalabile, al Passo del Corno, dove si imbocca uno
spettacolare sentiero in terra battuta che scende attraverso la Val Corno
fino alla Capanna Corno Gries. Da lì si continua verso sud, dapprima in
piano, poi in leggera salita. Nella sua seconda metà il sentiero si fa più
stretto e pedalare diventa difficile.
Si raggiunge così il
Passo San
Giacomo. Dall'altra parte la discesa verso Riale si svolge su uno sterrato
largo e abbastanza scorrevole, contraddistinto dai caratteristici parapetti
ad arcate.
A Riale si torna a salire: dopo
alcuni metri d'asfalto, superato il Lago di Morasco, si imbocca un
ripidissimo sterrato, infine un tratto più pianeggiante conduce ai piedi
dell'ultima ascesa, non più pedalabile. Dopo 300 m di dislivello con la MTB
in spalla si raggiunge il Passo Gries, poi ci si butta in una discesa
piuttosto difficile che, costeggiando il Lago Gries, riporta al Passo della
Novena.
Itinerario
2 (2 giorni)
Cevio - Bosco Gurin -
Hendar Furggu
- Fondovalle - Riale - Passo San Giacomo - Alpe di Cristallina -
Passo del Naret -
Fusio - Cevio
Più che un itinerario cicloescursionistico, una corsa al
massacro...
Partenza da Cevio, e subito si va
in salita, lungo la ripida strada che porta a Bosco Gurin, grazioso
villaggio alpino con la particolarità di essere l'unico insediamento walser del
Ticino. Dopo un breve tratto pianeggiante si inizia nuovamente a salire, su
di uno sterrato pure piuttosto ripido che, passando tra numerosi gadumdschi
(i tipici piccoli fienili in sasso) porta fino all'alpe di Grossalp. Qui i supporti
carrozzabili finiscono, e inizio a camminare.
Più salgo, più l'avanzata si fa
ardua. Il culmine viene raggiunto con una pietraia che invade l'ultimo
tratto di sentiero prima della Hendar Furggu. Dalla bocchetta
anche la vista sull'altro versante appare sconsolante, in quanto c'è una
pietraia che appare ben più grande di quella appena superata. Mi siedo, in
sospeso tra due mondi, in sospeso tra due desideri: quello di portare a
termine il giro che mi ero prefisso, e quello di sopravvivere...
Decido di andare avanti, ed è dura
farsi largo nel mare di macigni. Quando emergo dalla parte opposta della pietraia
vengo ricompensato dalla bellissima vista sul Lago Superiore, autentico
crogiolo di colori primari, che sulla sua superficie e nelle sue profondità
si incontrano e si mescolano fino a dare origine ad un paesaggio incantato.
Provo a saltare in sella, ma dopo aver rotto una mezza dozzina di raggi mi
riduco a più miti consigli...
Il secondo passo è il Passo San
Giacomo: asfalto fino a Riale e sterrato fino al passo, senza alcuna
difficoltà. Anche la discesa in Val Bedretto è tranquilla se paragonata a
qualla dalla Hendar Furggu. Alpi e pascoli si susseguono in un crescendo di
profumi e di colori, fino all'Alpe di Cristallina.
Poi di nuovo su a piedi verso
l'ultimo passo, il Passo del Naret, che con i suoi 2438 m è il punto più
alto di questo giro. La stanchezza si fa sentire, e le cascate che
conquistano esuberanti i ripidi pendii erbosi mi ricordano la dura legge
della gravità. Che però tra 600 metri sarà finalmente dalla mia parte...
Uno
dei valichi più elevati e discosti della Valle Maggia è l'omonima
bocchetta, che dall'alto dei suoi 2635 m unisce la Val Formazza alla
regione del Basodino... un mondo di piccole e grandi pietre, che a prima
vista sembrano disposte alla rinfusa, franate una sull'altra, ma se
osservate con attenzione rivelano intricati mosaici, sculture, delicati
arabeschi che si estendono a perdita d'occhio, fino a formare un'opera
d'arte colossale: le Alpi...
Salgo dal Passo San Giacomo, e fino
ai Laghi Boden riesco a percorrere diversi tratti in sella perché la
pendenza è ridotta, anche se il terreno è accidentato. Dai laghi si prosegue
a piedi... il dislivello è relativamente contenuto, ma avanzo a stento,
saltando di sasso in sasso, con la bici e la tenda sulle spalle, e le nubi
che giocano a nascondermi la meta. Da chissà dove sbuca un altro vagabondo,
con la casa sulle spalle, e ci facciamo compagnia lungo la salita, fino alla
Bocchetta di Vallemaggia.
La discesa verso la Val Bavona
sembra la fotocopia della salita, pietre accatastate su pietre... qua e
là si apre qualche spiraglio ciclabile, ma è più la strada percorsa a
piedi... ai 2200 m incontro finalmente un tratto pianeggiante, un po' più
ciclabile, che si spinge ad affacciarsi sul Lago di Robiei... ancora una
discesa ripida e sconnessa, e infine raggiungo Robiei.
Mentre il sole finisce pian piano
di tracciare il suo arco nel cielo, mi butto verso la Capanna Basodino...
supero un primo gradino della valle procedendo ancora in parte a piedi,
poi incontro un tratto scorrevole e scendo più tranquillamente verso
Campo... qui la valle presenta un altro gradino, e la discesa si fa di
nuovo più complicata, fino a raggiungere lo sterrato che mi riporta a San
Carlo. Mi resta ancora tutta la Val Bavona da percorrere, in questa
discesa infinita, ma è un modo molto piacevole di dissipare le ultime
stille di energia potenziale...
I diatour sono brevi cronache fotografiche
delle mie ultime escursioni, presentate sotto forma di diashow. Per
andare avanti clicca sulle immagini che appaiono di volta in volta.
La mountain bike (MTB) è uno
sport pericoloso. Indossate sempre il
casco e portate sempre l'equipaggiamento adeguato (scarponi da montagna,
vestiti caldi, viveri e bevande a sufficienza, cartina e bussola).
Guidate con prudenza e procedete a piedi nei punti difficili. Se non
siete in grado di superare un passaggio difficile, tornate indietro. Gli
itinerari descritti in questo sito si svolgono in parte lungo sentieri
impervi, pericolosi e/o non segnalati. L'autore di questo sito non
si assume nessuna responsabilità per i percorsi proposti e non
garantisce la praticabilità degli itinerari. Tutte le attività
proposte in questo sito sono effettuabili solo a proprio rischio e
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