A due ruote dal cielo

 
Monte Zeda/2156 m

Precedente

Foto

Uno sterrato molto panoramico congiunge Il Colle a Passo Folungo. Sullo sfondo la Marona e la Zeda ci osservano con aria di sfida

 

La mulattiera per Pian Vadà

 

Un candido manto nevoso ricopre Pian Vadà

 

Salita finale verso la Zeda

 

Discesa a capofitto nella neve fresca

 

La Zeda in inverno è una montagna piuttosto scivolosa...

 

 

 

Itinerario 1

Verbania - Premeno - Piancavallo - Il Colle - Passo Folungo - Monte Zeda - Passo Folungo - Il Colle - Trarego - Cannero - Verbania

 

Lungo l'affilata linea di cresta che separa la Valle Cannobina dal Parco Nazionale della Val Grande, rocce conquistabili solo da escursionisti molto allenati, c'è un unico porto che offre un approdo sicuro anche ai camminatori con meno pretese: il Monte Zeda, stupenda guglia erbosa dai panorami sconfinati.

La salita più ciclabile verso la sua vetta passa per Il Colle, piccolo avvallamento raggiungibile da Verbania o Cannero lungo una panoramica strada asfaltata. Da Il Colle fino al Passo Folungo c'è un bello sterrato, non troppo ripido, che aggira il versante sud del Monte Spalavera e del Monte Bavarione. Dal passo in avanti si comincia però a far fatica sul serio: una ripida e dissestata mulattiera, costruita durante chissà quale vecchia guerra mondiale, sale stentata a tornanti sul ripido fianco del Monte Vadà fino all'omonimo piano... solo 400 m di dislivello, ma sembrano 4'000... invece di chiamarlo Monte Vadà potevano chiamarlo Monte Calvario, e rendeva meglio l'idea...

Alla fine della mulattiera c'è ancora mezz'ora di cammino... gli esseri più ragionevoli possono parcheggiare qui la bici, gli altri se la possono portare in vetta nella vana speranza di godersi un minimo di discesa. Purtroppo però di varianti di discesa non ce ne sono molte... verso l'Alpe Fornà sono solo scalini... verso i Monti di Ortighedo è tutto abbandonato... idem verso sud, mentre verso la Marona è una cosa da alpinisti... insomma il modo migliore di scendere è passare da dove si è saliti...

 

 

 

Itinerario 2

Falmenta - Camberto - Alpe Fornà - Monte Zeda - Pian Vadà - Monte Zeda - Pian Vadà - Alpe Archia - Cima Cerro - Crealla - Falmenta

 

Una variante di salita alla Zeda, ancora meno ciclabile... salgo da Falmenta verso ovest, passando Camberto e Guglio, poi pedalo ancora per circa un chilometro su un sentiero da moto da trial, e poi stop, i ruoli si invertono: per il resto della salita sarò io a portare la MTB... Mazzarocco, il bivacco dell'Alpe Fornà, l'incredibile scalinata verso Pian Vadà, così stretta e ripida da rappresentare un vero problema geometrico per la MTB... semplicemente non ci passa, e l'unica soluzione è trascinarsela dietro per il manubrio, gradino dopo gradino...

Per tornare a Falmenta imbocco una discesa che sulla carta appare interessante:  da Archia mi butto verso Crealla passando per la Cima Cerro... fino al Monte di Rode ci azzecco, il sentiero è divertente e ben ciclabile... poi però diventa più accidentato, con numerosi gradini dissestati e alcuni passaggi tra stretti ruderi di trincee, cosicché bisogna percorrere lunghi tratti a piedi... prima di raggiungere Crealla il sentiero affronta anche un tratto in salita, poi confluisce in uno sterrato che riconduce, con alcuni saliscendi più o meno ripidi, fino a Falmenta.

 

 

 

Panorama virtuale (cos'è?)

Un suggestivo sguardo dalla Zeda spolverata di neve verso le pianure immerse nelle prime nebbie invernali. In basso sulla sinistra c'è il Monte Vadà, poi, verso destra si incontra la serie di montagne tra Luino e Laveno, e infine si torna sulla sponda  piemontese del Lago Maggiore con il Pizzo Marona e il Mottarone.

 

Monte Zeda - 107 KB

 

 

 

Precedente

 

 

web statistics by:

©Alfio Cerini 2003-2006. Tutti i diritti riservati. Ultimo aggiornamento 30.05.2006

[ Home ] [ introduzione ] [ itinerari ] [ suggerimenti ] [ gare ] [ manuali ] [ meteo ]

[ news ] [ links ] [ desktop ] [ panorami ] [ natura ] [ cerca ]

[ autore ] [ e-mail ] [ guestbook ]

english

 

 

 

La mountain bike (MTB) è uno sport pericoloso. Indossate sempre il casco e portate sempre l'equipaggiamento adeguato (scarponi da montagna, vestiti caldi, viveri e bevande a sufficienza, cartina e bussola). Guidate con prudenza e procedete a piedi nei punti difficili. Se non siete in grado di superare un passaggio difficile, tornate indietro. Gli itinerari descritti in questo sito si svolgono in parte lungo sentieri impervi, pericolosi  e/o non segnalati. L'autore di questo sito non si assume nessuna responsabilità per i percorsi proposti e non garantisce la praticabilità degli itinerari.  Tutte le attività proposte in questo sito sono effettuabili solo a proprio rischio e pericolo.