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Verbania - Premeno - Piancavallo -
Il Colle - Passo Folungo - Monte Zeda - Passo Folungo - Il Colle - Trarego
- Cannero - Verbania
Lungo l'affilata linea di cresta che separa
la Valle Cannobina dal Parco Nazionale della Val Grande, rocce
conquistabili solo da escursionisti molto allenati, c'è un unico porto
che offre un approdo sicuro anche ai camminatori con meno pretese: il Monte Zeda,
stupenda guglia erbosa dai panorami sconfinati. La salita più ciclabile verso la
sua vetta passa per
Il Colle, piccolo avvallamento raggiungibile da Verbania o Cannero lungo una panoramica strada
asfaltata. Da Il Colle fino al Passo Folungo c'è un bello sterrato, non
troppo ripido, che aggira il
versante sud del Monte Spalavera e del Monte Bavarione. Dal passo in
avanti si comincia però a far fatica sul serio: una ripida e dissestata
mulattiera, costruita durante chissà quale vecchia guerra mondiale, sale
stentata a tornanti sul ripido fianco del Monte Vadà fino all'omonimo
piano... solo 400 m di dislivello, ma sembrano 4'000... invece di
chiamarlo Monte Vadà potevano chiamarlo Monte Calvario, e rendeva
meglio l'idea...
Alla fine della mulattiera c'è
ancora mezz'ora di cammino... gli esseri più ragionevoli possono
parcheggiare qui la
bici, gli altri se la possono portare in vetta nella vana speranza di
godersi un minimo di discesa. Purtroppo però di varianti di discesa non
ce ne sono molte... verso l'Alpe Fornà sono solo scalini... verso i Monti
di Ortighedo è tutto abbandonato... idem verso sud, mentre verso la
Marona è una cosa da alpinisti... insomma il modo migliore di scendere è
passare da dove si è saliti...
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Falmenta - Camberto - Alpe
Fornà - Monte Zeda - Pian Vadà - Monte Zeda - Pian Vadà - Alpe Archia -
Cima Cerro - Crealla - Falmenta
Una variante di salita alla Zeda, ancora
meno ciclabile... salgo da Falmenta verso ovest, passando Camberto e
Guglio, poi pedalo ancora per circa un chilometro su un sentiero da moto
da trial, e poi stop, i ruoli si invertono: per il resto della salita
sarò io a portare la MTB... Mazzarocco, il bivacco dell'Alpe Fornà,
l'incredibile scalinata verso Pian Vadà, così stretta e ripida da
rappresentare un vero problema geometrico per la MTB... semplicemente non
ci passa, e l'unica soluzione è trascinarsela dietro per il manubrio,
gradino dopo gradino... Per tornare a Falmenta imbocco
una discesa che sulla carta appare interessante: da Archia mi butto
verso Crealla passando per la Cima Cerro... fino al Monte di Rode ci
azzecco, il sentiero è divertente e ben ciclabile... poi però diventa più
accidentato, con numerosi gradini dissestati e alcuni passaggi tra stretti
ruderi di trincee, cosicché bisogna percorrere lunghi tratti a piedi...
prima di raggiungere Crealla il sentiero affronta anche un tratto in
salita, poi confluisce in uno sterrato che riconduce, con alcuni
saliscendi più o meno ripidi, fino a Falmenta. |
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Un suggestivo sguardo dalla
Zeda spolverata di neve verso le pianure
immerse nelle prime nebbie invernali. In basso sulla sinistra c'è il Monte
Vadà, poi, verso destra si incontra la serie di montagne tra Luino e Laveno,
e infine si torna sulla sponda piemontese del Lago Maggiore con il
Pizzo Marona e il Mottarone.
Monte Zeda - 107 KB
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